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Violi Fortunato
Amleto - 40 cm h

 


Violi Fortunato
terra cotta altezza 20 cm

Uomo senza volto che guarda l'infinito
 


Violi Fortunato
Bozzetto Monumento - Ricordo al giudice - Terracotta 55 cm altezza

 


Violi Fortunato
Amleto - Terra cotta 35 cm altezza




 


Violi Fortunato
"Natura viva" - 80x100 olio su tela

 


Violi Fortunato
Medaglia - Modello gesso conio

 


Violi Fortunato
35x35x25 - Pietra bianca

Venere
 


Violi Fortunato
Donna che sistema capelli - Gesso 25 h -

 


Violi Fortunato
Bozzetto Munumento Chiesa - Terracotta altezza 40 cm

 


Violi Fortunato
Citando Fontana -Opera dipinta - Olio su Tela 300x180 cm

 


Violi Fortunato
Cantiere Palazzo di Giustizia - Reggio Calabria - Olio su Tela 70x50 - 2008



Violi Fortunato
Paesaggio Olio su tela 40x50

 


Violi Fortunato
70x100 olio su tela

verso...
 


Violi Fortunato
Stress patologico 70x50 olio su tela

 


Violi Fortunato
100x70

Allo specchio
 


Violi Fortunato
Poesia - 100x70 olio su tela

 


Violi Fortunato
60x60 - Olio su tela

Paesaggio
 


Violi Fortunato
Opera N° 40 - Olio Tela e Digitale

 
 

Fortunato Violi -
Nuova Figurazione

Fortunato Violi nasce a Milano nel 1975. Parallelamente agli studi artistici, diplomato all’istituto d’arte e specializzato in grafica editoriale, apprende la tecnica della scultura e dalla pittura nello studio del padre con il quale collabora, entrando in contatto con i principali artisti della cerchia creativa dell’Accademia di Belle Arti di Brera. Seguito dal maestro scultore Luigi Teruggi, matura e perfeziona la tecnica della medaglistica realizzando per la ditta” Jonshon Medaglie” modelli per l’industria. Affascinato da una ripresa del figurativo in chiave moderna, si avvicina artisticamente alla figurazione, tema che riprende sia in pittura che in scultura. Dal 1995 ad oggi espone in diverse collettive, nel 1999 propone sculture dedicate all’universo femminile per lo "spazio OZ" di Milano. Parallelamente alla professione di Art Director per una nota agenzia creativa milanese, esegue opere su commissioni private nel suo studio a Milano. Qui si dedica alla riproposizione in chiave animata della sua arte. Trasferitosi a Reggio Calabria, si iscrive al corso di scultura dell’accademia di belle arti seguito dalla Prof. Nelida Mendoza. Nel 2004 viene invitato a partecipare alla rassegna d'arte contemporanea dal titolo "Meridiani d'Oriente" presso il Palazzo Mesiani di Bova, a cura del critico d'arte Gabriele Perretta; l'evento è segnalato all'interno dei circuiti della Biennale di Venezia. Nel 2005 gli viene conferito il premio alle arti visive “Giovani Anassilaos”.

I recenti dipinti del Pittore Fortunato Violi testimoniano un momento significativo della maturazione dell’artista. Il suo incessante sviluppo artistico è in sincronia con la sua attività di grafico e designer E’ appezzabile il suo rigore creativo impostato su soluzioni di risultanza formale con accenti evidentemente cromatici, talvolta sospinti fino al trasponimento del dato emozionale.
Nell’esame critico, vanno anzitutto considerate, una responsabile conduttura tecnica che mai cede al gesto e al virtuosismo. Alle radici dell’operare creativo di Violi sta sempre l’empito del richiamo ancestrale, un sussulto interiore, cui segue, incontenibile, la volontà di esprimersi e di comunicare.
Di qui quella sua connaturata propensione verso la carica emotiva dell’espressionismo, intendendo tuttavia l’espressionismo che copre tutta un’area vitale, vasta di voci diverse, dell’arte moderna.
--------------------------------------------------------------------------------------------------------------- Ci sono immagini del sentire quotidiano che catturano l’interesse e la creatività di Violi Fortunato, artista milanese ma di origine reggina, che sente forte il suo senso di appartenenza alla terra dei suoi predecessori. Ma se dobbiamo concentrare il nostro sguardo sulla sua opera pittorica, ci rendiamo immediatamente conto di quanto la condizione esistenziale dell’artista sia traballante fra nostalgie e nuove sensazioni del sentire. I soggetti scelti da Violi Fortunato sono tipicamente mediterranei, mi sembra di osservare una particolare adesione all’esperienza del Matisse puntinista negli anni in cui lavora a Sant-Tropez. Tuttavia i suoi colori sono ancora nebulosi come le atmosfere del nord Italia. C’e’ un tentativo quasi forzato di mantenere la cromia accesa e satura, ma il suo trascorso e il suo temperamento del nord, emerge con incessante puntualità, mostrando a chi osserva le sue opere la perfetta correlazione fra cromie fredde e confuse e soggetti che potremmo ritrovare nella sua terrà tanto amata al centro del mediterraneo. La sua pittura è carica di impasto e condensazione di materia colore. Per l’artista, la costruzione della forma è un elemento accessorio da mettere in pratica solo dopo aver sistemato tutta la scena da raffigurare attraverso macchie di colore promiscuamente delineate. Nelle sue ultime opere si avverte una nuova e ricorrente idea, quella di rappresentare frammenti di realtà attraverso inquadrature vertiginose. Temi ricorrenti del suo lavoro sono, la finestra e gli interni. Nei suoi interni, la luce entra puntualmente dalla finestra creando situazioni d’ombra cariche e improbabili, che investono di colore le stanze, riempiendosi di valenze espressioniste. Nelle sue composizioni, ogni soggetto è disposto in maniera da non ostacolare l’altro, quasi a voler sottolineare la necessità di mostrare attraverso l’immagine tutto ciò che l’interno contiene in se. Riaffacciandoci ai suoi paesaggi troviamo marine e monti del sud che prendono forma, pennellata su pennellata, non a strati di colore sovrapposto, quanto piuttosto per impasto diretto sulla tela come fecero i grandi impressionisti che l’artista contempla costantemente. Mario Conti critico d’arte

 























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